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Opificio della Grada

Storia e funzioni

Il 29 marzo del 1681 venne concessa a Giovan Battista Mengarelli la possibilità di costruire sul canale di Reno un edificio da destinare ad uso di pellacaneria (conceria) con la prescrizione di contrassegnare le pelli in modo che fosse sempre riconoscibile la lavorazione bolognese delle stesse, da cui la denominazione di “Opificio della Grada”.

Nel corso del XVIII secolo l'edificio diventò di proprietà del Cardinale Pompeo Aldrovandi, che lo acquistò appianando i debiti dell'erede Mangarelli.

Oltre alla lavorazione delle pelli si hanno notizie di una ruota capace di produrre forza motrice e di alimentare un orto nella proprietà Aldrovandi posta a sud, in posizione dominante, quindi incapace di ricevere acqua naturalmente.
Ancora più rilevante era la presenza di una macina a galla, sostanza ricavata dalla escrescenza della corteccia delle querce colpita da aggressioni di parassiti e preziosa per il processo di concia. Infatti le pelli venivano lasciate in maceratoi dove era stata messa calce viva, successivamente venivano sottoposte a numerosi lavaggi in acqua corrente e quindi unite alla galla utile al fissaggio dei colori.

L'edificio conteneva "tutte le macchine" necessarie alla lavorazione della galla, così che l'insieme poteva essere considerato una vera e propria industria dotata di piena autonomia funzionale.

Nel suo testamento il Cardinale destinò gli utili della conceria al Capitolo di S. Petronio, che ne divenne pieno proprietario nel 1775. Verso la fine del secolo, in seguito a diverse controversie sorte con il "Corpo degli Interessati del canale di Reno" l'edificio passò proprio a questo istituto, ora Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno.

Verso la metà del XIX secolo il settore conobbe una forte crisi, nel 1842 fu presentata una proposta di costruire due macine da grano, che però trovò l'opposizione della Università delle Moline.
Nel 1860 l'allora Segretario del Consorzio propose la realizzazione di uno stabilimento estivo per bagni pubblici estivi e di una lavanderia per il periodo invernale.

Nel 1867-78 il fabbricato venne ampliato fino a giungere alle attuali dimensioni. Nel 1870 fu portata l'illuminazione a gas, nel '92 la parte centrale subì un incendio, del quale alcune tracce si possono rilevare ancora oggi in due capriate della grande altana.

Nel 1899 l'Istituto Ortopedico Rizzoli chiese il diritto dello sfruttamento dell'energia idraulica per installare due turbine poi aumentate a tre, per alimentare la prima sala a raggi X.
L'impianto funzionò fino al 1926, dopodichè le turbine vennero smantellate.
Per qualche tempo i locali al piano terzo furono in uso alla ditta Maccaferri, che appose sul muro esterno la scritta che pubblicizzava l'azienda.

Nel dopoguerra, cessato ogni uso industriale, l'intero corpo di fabbrica venne adattato ad uso abitativo. Al piano terreno per qualche tempo alloggiarono anche i vigili urbani. Non è mai cessata invece la regolazione idraulica realizzata con le antiche paratoie capaci di regimare l'intero tratto di canale posto a monte.

Il Consorzio nel 1995 ha intrapreso un importante intervento volto al recupero del fabbricato. Completata la ristrutturazione statica, la prima fase del recupero conservativo è stata limitata ad una parte destinata agli uffici e alla casa di guardia del Regolatore del Canale.

Il piano terra, dove si trova la grande ruota idraulica, è stato invece oggetto di ristrutturazione nel corso del 2018 e verrà trasformato a breve in un centro didattico-documentale, l'Opificio delle Acque.

Info e prenotazioni VISITA GUIDATA

Dove si trova
via Monaldo Calari, 15, Bologna.
Modalità di visita
Il centro didattico-documentale è in fase di allestimento, che terminerà nel 2020. Al momento Canali di Bologna organizza eccezionalmente visite guidate agli spazi agibili dell’Opificio. Consultare regolarmente la sezione Notizie o iscriversi alla newsletter per esserne prontamente informati.
Tariffe
Contributo di € 6,00 a persona, € 3,00 per minori dai 6 ai 18 anni, gratuito per minori di 6 anni. Max 25 partecipanti.
Durata
1 ora ca.
Per info e prenotazioni
prenotazioni@canalidibologna.it
389.5950213 (lun-gio, ore 8.30-12.00, ven ore 8.30-12.30).

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