Chi siamo I Consorzi

Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena

Consorzio Canale Savena

La storia

Il Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena è un ente la cui origine risale agli inizi del XVIII secolo; costituitosi nella forma attuale nel 1885, ha per fine la distribuzione delle acque derivate dal torrente Savena per usi irrigui, per il riempimento di vasche ed invasi diversi, per gli usi industriali (produzione di forza motrice, scambiatori di calore) ed ambientali, inoltre provvede allo scolo delle acque dell'area posta a monte del canale di Savena, della quale costituisce la naturale gronda.

La sede amministrativa del Consorzio è stabilita attualmente in via della Grada 12 in Bologna in coabitazione con il Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno e il Consorzio degli interessati nelle Acque del Canale di Savena; la sede del regolamento acque è sempre in Bologna in via Toscana 186. La gestione è assicurata dal Consiglio dei Delegati composto da 14 membri in rappresentanza dell'intero corpo degli Interessati. I consorziati si riuniscono biennalmente in Assemblea Generale per l’elezione dei propri rappresentanti. In seno al Consiglio dei Delegati viene eletto il Consiglio d'Amministrazione composto da 9 membri e un Presidente. Insieme svolgono l’ordinaria gestione del Consorzio.

Nessun compenso è riconosciuto a chi ricopre cariche amministrative consortili. Entrano a far parte degli organi amministrativi solo i consorziati detti Interessati. Del Consorzio fanno parte tutti i possessori di immobili che usufruiscono in qualsiasi modo dell'acqua derivata dal torrente Savena o usano il canale consorziale. I proventi che servono per il raggiungimento degli scopi statutari derivano dalla sola contribuenza consortile senza alcun finanziamento esterno.

Svolgendo la funzione di distribuzione delle acque per le diverse utenze a consumo, di mantenimento di un flusso costante nel reticolo intimamente connesso al territorio circostante, di smaltimento delle stesse in occasione di particolari eventi atmosferici sfavorevoli, di fatto il Consorzio provvede alla regolazione idraulica dell’intera area sottesa al proprio sistema artificiale. Per potere adempiere a tale compito assicura la buona conservazione e l'efficienza delle opere idrauliche di propria pertinenza (non demaniali) e suddivide le relative spese di manutenzione fra tutti gli Interessati.

Numerose sono le peculiarità che distinguono il Consorzio della Chiusa di San Ruffillo e del Canale di Savena da altre realtà consortili. Il sistema idraulico gestito fa parte del patrimonio consortile e non è di pertinenza del Demanio, del Comune o di HERA. L'area di competenza è esclusivamente urbana, marginale è l'attività legata all'agricoltura, anche se notevole è l'area con tale vocazione dipendente dall'acqua derivata per mezzo dell'antica Chiusa di San Ruffillo. 

La vocazione storica è rappresentata dall'uso industriale, mentre è andata acquisendo sempre più rilevanza con la spiccata urbanizzazione la funzione di gronda naturale, quindi la capacità del sistema idraulico di assicurare lo smaltimento delle acque esterne (rii, scoli) ed interne (scolmatori). Non meno importante risulta il servizio volto a mantenere buone condizioni ambientali del territorio circostante. La forte caratterizzazione storica non deve trarre in inganno, l'attività consortile si è nel tempo adeguata al mutare delle necessità del territorio e alle diverse richieste delle attività dell'uomo. È stata realizzata la completa ristrutturazione della derivazione sia per quanto attiene le opere civili che meccaniche. Nel triennio 2015 – 2017 sono stati effettuati lavori di conservazione funzionale e storico – architettonica oltre al completo controllo elettronico delle opere di regolazione. Per quanto attiene l’aspetto ambientale solo per esempio può essere citata la possibilità di tenere divise le acque bianche dalle nere, ottenendo anche il contenimento delle acque derivate e una miglior operatività dell'impianto di depurazione (IDAR), fattori entrambi che favoriscono il riuso delle reflue contribuendo al miglioramento dell'ambiente.

L'area interessata al sistema idraulico derivato dalla Chiusa di San Ruffillo è divisibile in tre comparti: l'uno a monte dell'aggregato urbano, dominante rispetto al canale di Savena ne costituisce il bacino imbrifero. Esso utilizza il reticolo come naturale gronda immettendovi le acque di pioggia perlopiù non recapitate nel sistema fognante. Detta area di territorio viene anche difesa dalle acque esterne, cioè degli antichi rii o scoli, trasformati in collettori, che trovano nei canali capace recapito. È proprio dalla regimazione idraulica effettuata dal Consorzio, che utilizza per l'allontanamento delle acque eccedenti di questa zona le proprie opere per le quali provvede alla manutenzione e vigilanza, che si garantisce l'equilibrio del territorio servito. Il comparto intermedio è costituito dal reticolo urbano cosiddetto interno, ricomprendente l'area posta a destra Aposa e il perimetro dell'antica cinta muraria e serve ad alimentare i numerosi condotti costituenti il capillare reticolo microidraulico bolognese di pertinenza e gestito dal Consorzio degli Interessati nelle Acque del Canale di Savena. In ultimo vi è il comparto di valle cioè l'area nord avente ancora spiccata vocazione irrigua. Infatti le acque escono dalla città unite alle acque derivate dal fiume Reno ed insieme alimentano il sistema Navile e Savena Abbandonato e i condotti derivati.

Nell'area di interesse consorziale sono ancori attivi alcuni usi diversi (scambiatori di calore). La ruota idraulica realizzata nel sito ove si trovava la ex Cartiera Panigada ha esclusivamente fine didattico – divulgativo. Preminente importanza ha la funzione igienico-ambientale del suolo e del sottosuolo svolta dal canale di Savena a favore del territorio urbano circostante. Modesto in seguito alla forte urbanizzazione degli ultimi decenni è l'uso a fini irrigui.

Una peculiarità di questo canale è la possibilità di alimentare i due rii presenti nel territorio: la fossa Cavallina e il rio Grotte. Detta azione che viene svolta secondo le necessità dei corsi d’acqua naturali così da mantenerne intatte le caratteristiche di efficienza idraulica.

Il territorio servito definito circoscrizione per quanto attiene lo scolo è compreso fra la linea di impluvio collinare e il canale che funge da gronda degli scoli naturali, delle strade, dei tetti e degli scolmatori di fognatura. Quello irriguo si limita ai pochi residui agricoli ormai circondati dall’urbanizzazione.


Organi costitutivi

Presidente
Maurizio Mattei

Consiglio dei Delegati
Composto da 15 membri (Rappresentanti dei Consorziati)

Adele Bassi
Sergio Beghelli
Valerio Boschi
Felicia Bottino
Giovanni Cremonini
Mauro Dorigo
Adriana Giamperoli
Antonio Lelli
Franco Manaresi
Maurizio Mattei
Maurizio Millo
Milena Naldi
Francesco Prestopino
Mauro Querzè
Giuseppe Venturoli

Consiglio di Amministrazione
Composto da 9 membri (Scelti fra i 15 Consiglieri Delegati)

Adele Bassi
Sergio Beghelli
Giovanni Cremonini
Adriana Giamperoli
Antonio Lelli
Franco Manaresi
Maurizio Mattei
Francesco Prestopino
Mauro Querzè

Segretario
Fabio Marchi